[ubuntu-it] Re: vlc e vwvlc
ObiMarco
disobolo a tin.it
Ven 4 Nov 2005 15:50:06 UTC
M4nG0 ha scritto:
> Ma quale e` la cosa che ti turba in particolare? Il fatto che Ubuntu decida di
> non supportare i codec propietari? Questo non mi sembra poi cosi` sbagliato.
> Personalmente preferisco, per fare un esempio, un sistema che inviti l'utente
> a crearsi un file audio in formato ogg piuttosto che in mp3: magari questo
> puo` aiutare la diffusione degli standard aperti ed un domani avremo
> mini-lettori ogg... Ovviamente dico inviti, non obblighi: ma l'obbligo non
> c'e`, perche' sei sempre libero, sia che le regole del tuo Paese lo permettano
> oppure no, di scaricarti da altri repositories il supporto per i codec che
> preferisci. Se gli sforzi della comunita` devono concentrarsi in particolare
> sul supporto di alcuni formati, preferisco che lo facciano su quelli aperti.
quando la comunità era libera allora sì che si poteva scegliere se
mettere nei backports, risorsa della comunità, programmi che la gran
parte della comunità voleva, come i codec, cosa assolutamente legale.
la comunità aveva un posto dove mettere i deb frutto del suo lavoro e
delle richieste della comunità stessa, adesso TU in quei posti sei
libero di scegliere di non prenderti quei codec, cosa che eri libero di
fare anche prima, io e moltissimi altri non siamo liberi di scegliere di
prenderli da lì, gìà fatti e senza lungaggini.
> Anche se un domani Ubuntu dovesse diventare l'incarnazione del diavolo,
> considera il fatto che tutto il lavoro svolto dalla sua fondazione fino ad
> allora rimarrebbe come patrimonio della comunita` e chiunque potrebbe
> ripartire dal punto che vuole con un suo progetto (lo puo` fare anche adesso).
> Non mi sembra che Microsoft Office venga distribuito con licenza GPL :-)
quello con microsoft era ovviamente un paradosso. se fra un po' di tempo
dovessi lasciare ubuntu, cosa che farei a malincuore e procrtastino
proprio nella speranza di scoprire che le mie impressioni sono
sbagliate, non tornerei certo su windows. ma le delusioni che mi sta
dando canonical e peggio ancora la parte della comunità più intimamente
legata ai suoi dettami sono notevoli e ingenti e se c'è una cosa che mi
dà fastidio in ubuntu è lo sbandierare doti virtù e morali che sono ben
lontane dal vero: queste infatti si possono avere o non avere e io non
giudicherei mai ciò, anzi, ma la falsità di un'illusione che svanisce
all'alba, codesta mi è intollerabile. breezy e i nuovi backports sono
non uno, ma cento passi indietro nel rispetto della libertà di scegliere
non del singolo utente, ma di una comunità tutta che può avere esigenze
diverse da quelle commerciali di chi l'ha fondata: è qui l'atroce
inganno, il far credere che queste esigenze commerciali, legittime se
palesi, non influiranno mai sulle decisioni del team di sviluppo. e non
a caso ubuntu è sempre più lontana da debian, sempre meno compatibile,
sempre più sottilmente traditrice, per non parlare del rapporto con
openoffice, delle difficoltà del cui team di sviluppo si è ampiamente
fregata (che ci voleva a rimandare di qualche giorno l'uscita di breezy,
considerato che le distribuzioni-desktop linux devono tutto o quasi a
quel programma per la loro diffusione) si limita a sfruttarlo e per il
resto chi se frega, bell'esempio di opensource.
certo la si può considerare un male necessario: più utenti toglierà a
microsoft più ne avranno linux e allora le case che fanno i driver
cambieranno la loro politica, e magari adobe e macromedia o altri
scriveranno le loro suite anche per linuux, e questo farà sorgere altri
e più stabili programmi free, etc... in parte sono pienamente daccordo.
ma uno standard malato è uno standard malato, e il pericolo è che ci si
debba uniformare a quello, se realtà come debian nel lungo periodo non
sopravviveranno.
boh, ho fatto una bella spatafiata, ma è che tutto ciò mi ha fatto un
po' alterare, però ripeto: sarò felice di sbagliarmi e tenermi ubuntu se
le prossime release mi sbugiarderanno.
ciao,
Marco
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